Sicilia: stop ai lavori al sole dalle 12:30 alle 16:00 fino al 31 agosto 2026

Sicilia: stop ai lavori al sole dalle 12:30 alle 16:00 fino al 31 agosto 2026

Con Ordinanza n. 01 del 12 giugno 2026, il Presidente della Regione Siciliana ha disposto misure urgenti per la tutela della salute dei lavoratori esposti a elevate temperature e radiazione solare durante la stagione estiva. Il provvedimento ha efficacia immediata e resta valido, salvo successivi provvedimenti, fino al 31 agosto 2026. L’ordinanza introduce il divieto di lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole, nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00, nei giorni e nelle aree della Sicilia in cui la mappa del rischio Worklimate, riferita a “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” alle ore 12:00, segnala un livello di rischio “ALTO”.

Settori interessati

Il divieto riguarda le attività lavorative svolte in condizioni di esposizione diretta e prolungata a elevate temperature e alla radiazione solare nei seguenti settori: agricoltura e florovivaismo; cantieri edili e attività affini; cave e relative pertinenze esterne; logistica; attività di consegna di beni per conto altrui in ambito urbano svolte con velocipedi o veicoli a motore a due ruote, compresi i cosiddetti rider.

Quando scatta il divieto

Lo stop non opera in modo automatico tutti i giorni, ma si applica quando ricorrono congiuntamente queste condizioni: l’attività viene svolta in uno dei settori indicati dall’ordinanza; il lavoro comporta esposizione prolungata al sole; la fascia oraria è compresa tra le 12:30 e le 16:00; la mappa Worklimate per “sole – attività fisica alta”, riferita alle ore 12:00, segnala rischio ALTO nell’area interessata.

Obblighi dei datori di lavoro

L’ordinanza richiama espressamente gli obblighi del datore di lavoro in materia di salute e sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/2008. I datori di lavoro devono adottare misure organizzative e operative idonee a ricondurre il rischio da esposizione ad alte temperature a un livello accettabile, sulla base della valutazione del rischio. Tra le misure da valutare rientrano, in funzione dell’attività e dell’organizzazione aziendale, la rimodulazione degli orari di lavoro, la programmazione delle attività più gravose nelle ore meno calde, l’interruzione o sospensione delle lavorazioni nelle fasce vietate, la disponibilità di aree ombreggiate o ripari, l’idratazione, le pause, l’informazione dei lavoratori e l’aggiornamento della valutazione del rischio microclimatico e da radiazione solare.

Esclusioni previste dall’ordinanza

Il divieto non si applica alle Pubbliche Amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori nei casi di interventi di pubblica utilità, protezione civile o salvaguardia della pubblica incolumità. Anche in tali casi, tuttavia, resta fermo l’obbligo di adottare misure organizzative e operative idonee a ridurre il rischio per i lavoratori esposti alle alte temperature.

Sanzioni

L’inosservanza dell’ordinanza è punita ai sensi dell’art. 650 del Codice penale, salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

Cosa devono fare le aziende

Le aziende operanti nei settori interessati devono verificare giornalmente la mappa Worklimate, organizzare le lavorazioni tenendo conto della fascia oraria vietata e aggiornare, ove necessario, la valutazione del rischio da calore e radiazione solare. Per cantieri, imprese agricole, florovivaistiche, cave, logistica e attività di consegna, il provvedimento rende necessario un controllo operativo puntuale della programmazione giornaliera delle attività, in modo da evitare lavorazioni in esposizione prolungata al sole nelle fasce vietate quando il rischio risulta classificato ALTO.

 


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